La percezione della pelle è un fenomeno multisensoriale ed è influenzata anche dall’umore e dalle emozioni degli individui. La maggior parte delle ricerche somatosensoriali pubblicate fino ad oggi tende a concentrarsi sulle misurazioni della percezione tattile sulla punta delle dita.

Le prove che sia l’acuità sensoriale, sia la distribuzione spaziale dei recettori tattili/somatosensoriali differiscano notevolmente in funzione della sede cutanea stimolata sono, però, sempre più numerose.

Focus: area viso

Estremamente interessante per la ricerca sperimentale, il viso è una parte del corpo che non viene mai vista direttamente (almeno non nel caso dell’autopercezione), ma solo periodicamente attraverso la riflessione speculare. Allo stesso tempo, è senza dubbio un sito che contribuisce in grande misura alla comunicazione interpersonale.

Anche l’aspetto della pelle del viso gioca un ruolo chiave nel formulare giudizi sull’attrattiva, sulla salute, sull’età, ecc. di una persona.

La review

Il presente lavoro, pubblicato sull’International Journal of Cosmetic Science, prende in esame le interazioni multisensoriali che hanno luogo tra il prodotto cosmetico, la sua confezione, nonché il suo uso/applicazione a livello sensoriale, cognitivo ed emotivo.

In primo luogo, vengono discusse le differenze nella percezione della pelle del viso rispetto a molte altre sedi cutanee meglio studiate, in primis le mani. Sono poi sviscerate le influenze multisensoriali sulla percezione delle creme cosmetiche, per poi valutare cosa accade quando tali prodotti multisensoriali sono applicati sulla pelle del viso.

Sono, inoltre, identificati numerosi potenziali meccanismi psicologici (oltre che quasi farmacologici) che potrebbero chiarire gli effetti risultanti sulla percezione corporea e sull’umore/benessere degli individui.

Le conclusioni

L’applicazione di una crema o di una lozione sul viso comporta un’interazione molto complessa e multisensoriale. Dati i fattori sensoriali, cognitivi ed emotivi in gioco, è pertanto difficile da modellare empiricamente.

La review sottolinea il crescente riconoscimento dei benefici associati alle proprietà sensoriali e funzionali dei prodotti skincare.

In aggiunta, rimarca l’importanza di ottimizzare la congruenza intermodale di profumo, aspetto visivo e texture per coloro che desiderano offrire la migliore esperienza multisensoriale.

Per misurare la soddisfazione emotiva dei consumatori in modo più obiettivo, i ricercatori hanno iniziato a combinare misurazioni neurologiche e metodi di deep learning. Il neuromarketing e le neuroscienze si configurano, perciò, come approcci promettenti per la ricerca e il marketing in quest’area.

Sebbene negli ultimi anni siano state sviluppate misure autonomiche/elettrofisiologiche potenziate, non è ancora chiaro se i risultati più utili (e pratici) provengano da tali nuove misurazioni oggettive, da metodi più tradizionali di rapporto soggettivo o da una combinazione dei due approcci, a seconda della domanda posta.

Rimane, inoltre, una questione interessante considerare fino a che punto le diverse procedure possano chiarire il contributo dei meccanismi proposti nel determinare gli effetti associati all’applicazione di prodotti per il viso profumati.

La ricerca futura dovrebbe indagare ulteriormente l’impatto del background culturale sull’influenza cross-modale del profumo. Perfino il ruolo delle tendenze moda potrebbe meritare ulteriori studi.

Spence C, Zhang T, Multisensory contributions to skin-cosmetic product interactions, Int J Cosmet Sci. 2024; 00: 1–17. https://doi.org/10.1111/ics.12975