Il settore cosmetico guarda con favore a tutte quelle iniziative europee a carattere legislativo che possono portare le nostre industrie a essere consapevoli che occorre fare ogni sforzo per evitare impatti dannosi per l’ambiente. A livello europeo, il Regolamento 2024/1781 sull’ecodesign prevede delle linee guida a cominciare dall’estate 2025 per ogni settore, a partire da quelli che, nelle valutazioni del legislatore, impattano in misura più rilevante sull’ambiente.

Il settore cosmetico nel periodo iniziale dell’attuazione del regolamento sarà coinvolto nel comparto dei detergenti. Questo, tuttavia, non vuol dire che non convenga a tutti fare innovazione pensando fin d’ora a un prodotto sostenibile.

Il consumatore moderno è molto sensibile all’argomento sostenibilità ambientale, si documenta e si orienta verso quei brand che hanno da tempo fatto molto per salvaguardare l’ambiente.

La strada da seguire non solo per le grandi aziende è quella che, rinnegando il greenwashing (vista anche la Direttiva 2024/825), sappia tener conto che si realizzi in toto il concetto di sostenibilità, a partire dalla progettazione per arrivare alla produzione, al confezionamento, alla spedizione, la commercializzazione e uso del prodotto.

L’ecodesign prevede, infatti, un costante controllo lungo tutto il ciclo di vita del prodotto: utilizzo delle materie prime con oculata scelta dei fornitori, un metodo di produzione che elimini inutili sprechi di energia e di acqua, un packaging possibilmente da materiali riciclati e facilmente riciclabile e astuccio pure riciclato o realizzato con materiali cellulosici certificati da gestione sostenibile secondo standard armonizzati.

Infatti, le autocertificazioni non servono ormai più a dare credibilità ai prodotti; anche puntare esclusivamente sul naturale come indice di sostenibilità non è sufficiente in assenza di verifiche del ciclo di vita o di certificazioni ambientali di prodotto di parte terza. E anche a livello di organizzazione è opportuno valutare di dotarsi di un sistema di gestione ambientale con certificazione ISO 14001.

Per quanto riguarda i refill, pur persistendo alcune criticità per le soluzioni alla spina
legate al mantenimento della qualità e sicurezza previste per tutti i cosmetici, alcune aziende sono riuscite a realizzare prodotti su concetti di ricarica leggera utili a ridurre i quantitativi di imballaggio. Un’area, quella del riutilizzo della confezione, che attende il guizzo innovativo che il nostro settore ha molte volte saputo esprimere.