La nocciola (Corylus avellana) è un prodotto ampiamente utilizzato nel settore alimentare. Il frutto è formato da un guscio duro e legnoso che racchiude un nocciolo commestibile o seme. Quest’ultimo è ricoperto dalla buccia o cuticola, un perisperma marrone dal sapore amaro e astringente, solitamente rimosso tramite sbiancamento, un processo che consiste in un trattamento di tostatura per ottenere un seme sbucciato e pulito.

Le parti non commestibili delle nocciole (circa il 58%), come i gusci e le bucce, rappresentano rispettivamente circa il 50% e il 2,5% del peso totale e costituiscono una quantità sostanziale degli scarti generati durante la raccolta e la lavorazione industriali.

Composti fenolici da scarti di nocciole: lo studio

Negli ultimi anni, diverse ricerche scientifiche si sono concentrate sul contenuto fenolico dei sottoprodotti agroindustriali delle nocciole. In virtù delle attività antiossidante e antiradicalica, tali composti sono risultati molto interessanti per l’impiego in cosmetici antiage.

Inserendosi in un contesto di economia circolare, il presente lavoro, pubblicato su Sustainability, valuta e pone a confronto diversi metodi di estrazione della frazione polifenolica dagli scarti di lavorazione delle nocciole per sfruttarli come ingrediente bioattivo nel settore cosmetico.

Nello specifico, per ottenere preziosi composti fenolici da buccia, gusci e farina sgrassata di nocciole, è stata indagata l’efficienza di tre Natural Deep Eutectic Solvents (NADES), betaina/sorbitolo/acqua (BS), fruttosio/acido lattico/acqua (FL) e fruttosio/glicerolo/acqua (FG), e confrontata con un estrattore di controllo (C) (etanolo/acqua).

Per ciascun solvente sono state applicate due diverse tecniche di estrazione: agitazione termica e magnetica ed estrazione assistita da ultrasuoni (US).

Per selezionare il miglior sistema estrattivo, sono state esaminate le analisi qualitative e quantitative e la capacità di scavenging dei radicali liberi dei composti polifenolici presenti negli estratti.

I pannelli esausti derivanti dall’estrazione di sostanze polifenoliche da farina e bucce sgrassate sono stati esaminati per determinare i principali parametri legati ai sistemi di conversione termochimica (combustione) e biochimica (digestione anaerobica).

Materiali a confronto: le conclusioni

I Natural Deep Eutectic Solvents betaina/sorbitolo/acqua (NADES BS) hanno mostrato un’efficienza superiore per l’estrazione da buccia e guscio di nocciole, mentre la combinazione fruttosio/glicerolo/acqua (NADES FL) è risultata ottimale per la farina sgrassata.

Sebbene sia il sottoprodotto di lavorazione meno abbondante, per la buccia è stato riscontrato il più alto contenuto di polifenoli e attività antiradicalica, a riprova del potenziale per applicazioni cosmetiche.

Per quanto riguarda le procedure di conversione termochimica e biochimica, alcuni dei materiali si sono rivelati favorevoli alla conversione termochimica, mentre altri adatti alla digestione anaerobica.

Bencresciuto GF, Carnevale M, Paris E, Gallucci F, Santangelo E, Migliori CA. A Sustainable Alternative for Cosmetic Applications: NADES Extraction of Bioactive Compounds from Hazelnut By-Products. Sustainability. 2025; 17(4):1516. https://doi.org/10.3390/su17041516

 

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