Il frutto del drago (Hylocereus spp.), noto anche come pitaya e appartenente alla famiglia dei cactus, è un frutto tropicale molto apprezzato per i colori vivaci, gli attributi visivi unici e il gusto caratteristico. Il Vietnam ne è il principale produttore mondiale.

Sebbene la polpa carnosa del frutto del drago sia ampiamente consumata, le bucce sono spesso scartate come rifiuti. Questo non ottimale utilizzo delle risorse conduce inevitabilmente a preoccupazioni ambientali.

Recenti ricerche hanno evidenziato che le bucce di pitaya contengono preziosi composti bioattivi (polifenoli, flavonoidi, carotenoidi e fibre alimentari) che possono essere estratti ed utilizzati per molteplici applicazioni.

Lo studio

Il presente lavoro, pubblicato su Waste Management Bulletin, prende in esame la valorizzazione delle bucce del frutto del drago o pitaya attraverso metodi di estrazione green, utili nel trasformare il materiale di scarto in risorse dal valore aggiunto.

Lo studio sottolinea che, per ottimizzare l’efficienza e la resa dell’estrazione, è interessante impiegare diverse tecniche di estrazione sostenibile, in primis l’estrazione assistita da microonde, l’estrazione assistita da ultrasuoni e l’estrazione con fluido supercritico.

È, inoltre, possibile ricorrere ad ulteriori fasi di purificazione, quali filtrazione o cromatografia, per ottenere estratti altamente puri e concentrati.

I composti bioattivi ricavati dalle bucce del frutto del drago hanno mostrato potenzialità in svariati settori. Vantano infatti proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antimicrobiche. Per di più, questi estratti possono essere usati come coloranti alimentari naturali, ingredienti funzionali in alimenti e bevande o additivi nelle industrie cosmetica e farmaceutica.

Conclusioni e sfide future

La valorizzazione delle bucce del frutto del drago o pitaya riduce gli sprechi, promuove la sostenibilità e sfrutta risorse preziose, contribuendo alla gestione ambientale e alla sostenibilità economica.

Attualmente, è però ancora difficile comprendere appieno le potenzialità di tali sottoprodotti.

L’espansione futura circa l’impiego dei bioattivi che ne derivano dipende in modo critico dal miglioramento dell’efficacia dei metodi di estrazione green.

Sebbene l’estrazione assistita da microonde, quella assistita da ultrasuoni e l’estrazione con fluido supercritico permettano di ottenere i composti essenziali dalle bucce, sono necessarie amplificazioni e migliorie aggiuntive.

Per aumentare la produzione, la qualità e l’efficienza, garantendo al tempo stesso un uso ottimale dei componenti bioattivi, è pertanto auspicabile ottimizzare i parametri di estrazione.

Un elemento chiave riguarda l’identificazione di nuove sostanze chimiche bioattive. Un’analisi completa e l’identificazione di ulteriori composti bioattivi distintivi potrebbero, infatti, fornire informazioni cruciali sulle caratteristiche funzionali e ampliare lo spettro delle potenziali applicazioni. Da ultimo, è fondamentale risolvere anche gli eventuali problemi di scalabilità e conformità normativa e incrementare così la commercializzazione degli estratti.

Nicky Rahmana Putra, Dwila Nur Rizkiyah, Azrul Nurfaiz Mohd Faizal, Ahmad Hazim Abdul Aziz; Mini review of unlocking the hidden potential for valorization of dragon fruit peels through green extraction methods; Waste Management Bulletin, Volume 2, Issue 2, 2024, Pages 49-58, ISSN 2949-7507, https://doi.org/10.1016/j.wmb.2024.03.003